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venerdì 3 dicembre 2010

There is no failure only feedback!

Una delle "presuppositions" della PNL che più apprezzo ma che è (puLtroppo) abbastanza facile da dimenticare:
  • Non esistono fallimenti, solo informazioni di ritorno.

Ci sono 3 credenze collegate a questa che sto cercando di assimilare sempre di più nella mia vita:
  • Si fallisce solo quando ci si arrende.
  • Per ogni situazione critica o momento buio c'è una successiva situazione di maggior grandezza o di luce.
  • Finchè ci si concentra solo sul problema non è facile trovare la soluzione.
E vado con l'esempio pratico di questi giorni:
La scorsa settimana è arrivata la bolletta dell'enel, 119 € tutto normale, visto che non ho la domiciliazione (per mia scelta vorrei evitare le bollette impazzite che mi potrebbero mandare in malora, al massimo non le pago e scappo in Thailandia:P) ho preso il bel bollettino postale e l'ho messo sul davanzale delle scale, pronto per essere preso e messo in tasca il giorno adeguato (oggi), così sarei andato in posta a pagarlo.

La scorsa domenica è stata giornata di grandi pulizie, aspirapovere a manetta e un solo obbiettivo: PIU ORDINE IN CASA

Ieri vado al davanzale per prendere la bolletta e metterla in tasca. Non c'è che dire, non c'era polvere sul davanzale, ma tantomeno il bollettino...

Allora chiedo aiuto alla mia compagna e assieme ci mettiamo a cercare il foglio per casa. "Forse l'ho messo di la in cucina", "Forse l'ho già messo nella borsa del portatile"...abbiamo passato quasi un'ora a cercare la fatidica bolletta scomparsa. Non si può dire che ero disperato, ma neanche che ero contento della situazione. Ultima possibilità era quella di mettersi a testa in già nel bidone della raccolta differenziata carta giù in cortile perchè in casa ste bollette proprio non c'erano. Ormai è l'una di notte e non ho intenzione di gelarmi il culo con una torcia alla ricerca di una bolletta nella notte.

Ma eccomi li, sta mattina, testa nel bidone, scavo, sposto carta e cartoni, c'è di tutto perchè anche i miei hanno gettato della carta in questa settimana. Metodicamente comunque parto dall'alto e sposto tutte le cartacce alla ricerca di qualunque foglio che sembri una bolletta ENEL. Alcuni momenti di entusiasmo seguiti da altrettanta delusione quando trovo dei bollettini che però si rivelano essere quelli per le donazioni ai vari enti contro il cancro e per emergency che in questo periodo pre-natalizio arrivano a bizzeffe. Arrivo al fondo e ricontrollo tutto al contrario ma niente...

Niente da fare...

Il primo switch di pensiero c'è stato quando sono passato dal "senza bollettino sono fottuto, non posso pagare e aspetterò che mi arriva la bolletta maggiorata" a "a lavoro telefonerò al servizio clienti enel per chiedere se mi danno i dati per pagare con un bollettino postale normale, ma che rottura di palle non mi risponderanno mai ci metterò una vita".

E così faccio, cerco su internet il numero verde e chiamo, praticamente con la "forza bruta" (provo ogni singola combinazione di numeri, tipo digiti uno, digiti 2 ecc) riesco a parlare con un operatore, che però scopro essere di Enel Energia mentre io dovevo chiamare la vecchia Enel...altro numero verde, altra forza bruta, ma sta volta non ho bisogno di parlare con un operatore, il risponditore automatico è illuminante:
"per verificare lo stato delle sue bollette e pagare con carta di credito può visitare il sito prontoenel.it"
WTF!!!!
Devo ammettere che sono stato ancora un po scettico sulla facilità di pagare una bolletta sul loro sito, e la mia negatività infatti ha influenzato ancora un po anche il sito prontoenel.it che si è piantato due o tre volte mentre tentavo di registrarmi...ma poi effettivamente senza altri indugi ho potuto vedere on line la bolletta e l'ho pagata con carta di credito. Un servizio che già avevo cercato senza successo qualche mese fa e ora per puro caso (il caso non esiste!!!!) ho trovato così.

Quindi c'è tutto! "I problemi vanno risolti con un livello mentale superiore a quello col quale il problema è stato creato", "da ogni momento buio se ne esce con un momento di luce ancora più grande", "non c'è fallimento, solo feedback" e "Non arrendendosi si vince"!

Non ho dovuto neanche andare fino in posta col freddo che fa e pagare più di un euro a loro per il servizio.

Bella storia!

Altre storie a lieto fine presto su questo blog.

venerdì 29 ottobre 2010

La Patente della Felicità © - 4 - Studiamo il motore! - Parte 1

Eccoci al quarto appuntamento con La Patende della Felicità ©, ora entreremo in qualche dettaglio tecnico, come avviene quando si vuole prendere la patente e c'è una lezione specifica sul motore, in questo caso però è molto più utile, perchè anche se per guidare non è fondamentale sapere che il motore della nostra auto è a 4 tempi, i 4 tempi del motore della felicità sono FONDAMENTALI.

Prima di inizare vi presento una schematizzazione per poi analizzare le prime due fasi del motore, le altre due al prossimo capitolo, essendo un argomento abbastanza esteso.

Motore della Felicità

Non lasciatevi intimorire, sono dei concetti semplici e se si riesce ad integrarli e a farli propri nella vita, si faranno passi da gigante in termini di consapevolezza, felicità e risultati.

Il primo "tempo" in un motore a scoppio è l'aspirazione, cioè il motore aspira la miscela di carburante e aria che sarà poi ciò che fa continuare a girare il motore.

Nel motore della felicità la prima fase è quella delle credenze, cioè ciò che noi crediamo su qualunque cosa della vita.

Ecco una definizione di credenza bella impapocchiosa:
"La credenza è una frase che in qualche modo noi sentiamo vera. Pensiamo che le nostre credenze sono accurate asserzioni riguardanti la realtà"

Le credenze sono di tre tipi, quelle su noi stessi, quelle sul mondo che ci circonda, e le equivalenze complesse dette anche regole.
Vi faccio qualche esempio che vale di più di mille spiegazioni. Le credenze su noi stessi iniziano sempre con "Io sono", ad esempio "Io sono timido" è una bella credenza depotenziante. "Io sono intelligente", "Io sono una persona che non molla", "Io sono una persona che non vince mai".
Quante volte durante il giorno ci diciamo queste cose? Individuarle e capire quelle potenzianti e depotenzianti è un passo fondamentale di consapevolezza e ci aiuta a far girare per il verso giusto il motore della felicità.
Segnarsi le credenze che scopriamo di noi durante la giornata su un block-notes aiuta.
Le credenze sul mondo che ci circonda sono quelle collettive che probabilmente arrivano dai nostri genitori o da associazioni che abbiamo fatto basandoci su esperienze passate. Possono essere: "Meglio non fidarsi della gente perchè tanto poi ti frega", "Dopo una certa età non si possono fare determinate cose", "La vita è faticosa", "La vita è una fantastica avventura".
E' facile notare quanto alcune credenze generali siano purtroppo abbastanza depotenzianti e facili da abbracciare. Va a finire che diventano dei mantra che continuiamo a ripeterci e che ci buttano ancora più giù quando le diciamo, poi di solito escono prepotentemente quando il momento è già critico è invece avremmo bisogno di una bella sferzata di energia, non di affossarci da soli.
Il terzo tipo di credenze sono le equivalenze complesse, o le regole che ci diamo nella vita. Eccone alcuni esempi: "Se mi parli gridando non mi rispetti", "Non mi fido di chi non mi guarda negli occhi", "Se fai così sei uno stronzo", "Se non mi chiami tutti i giorni non sei un vero amico". Le regole nella vita sono fondamentali, sono gli ingranaggi dentro il motore della felicità, peccato che alcune siano depotenzianti e girano al contrario, ed è facile che una persona con molte regole sia troppo rigida, è anche probabile che sia spesso in contrasto con altre persone. Infatti se si fa attenzione non sono mai le persone che litigano ma le loro regole che vanno in contrastro. Ci vogliono quindi le giuste regole, belle salde ma anche una buona dose di flessibilità.

In un capitolo successivo affronteremo il giusto intervento agli ingranaggi del motore della felicità per eliminare una credenza depotenziante e sostituirla con una bella potenziante.
Per ora è fondamentale continuare a farsi domande sugli argomenti più scottanti della propria vita per individuare le proprie credenze.

Passiamo al secondo tempo che, se per il motore a scoppio è la "compressione" della miscela di carburante, per quanto rigurda il motore della felicità sono i nostri stati d'animo. Essi vengono incrementati da un terzetto che è il vero carburante della nostra vita: mi riferisco al Linguaggio, al Focus e alla Fisiologia.

Quindi, prima fase, credenze/aspirazione, le nostre credenze aspirano in un modo o nell'altro la miscela di carburante della vita e la seconda fase, compressione/stati d'animo, la miscela viene compressa e vengono generati gli stati d'animo che viviamo
Andiamo quindi a vedere in dettaglio i tre componenti esplosivi di questa miscela.

Il linguaggio, cioè come parliamo agli altri ma soprattutto a noi stessi influisce a manetta sui nostri stati d'animo. Abbiamo visto prima una credenza su noi stessi come ad esempio "Io sono timido", quando me la dico dentro alla testa sicuramente proverò delle emozioni, magari un minimo di inadeguatezza. Se invece mi dico "Io sono intelligente" qualche emozione positiva sicuramente scatta dentro di me, mi sentirò un po fiero della mia intelligenza, mi sentirò sicuro di poter affrontare delle difficoltà della vita e di superarle alla grande. Attenzione perchè il linguaggio non è composto solo da parole, anzi le parole sono solo una piccola parte del linguaggio. Esiste la parte paraverbale, cioè i toni di voce, il volume della voce ecc, e anche quando ci parliamo da soli hanno un valore fondamentale. Esiste anche la parte non verbale cioè le nostre espressioni del volto, i nostri gesti e la Fisiologia che vedremo fra poco. Tutto cio influenza e non poco le nostre emozioni e di conseguenza i nostri stati d'animo.
Seconda parte della miscela di carburante è il Focus, cioè ciò su cui la mente si focalizza, si concentra. Ad esempio se vi mettete li e pensate per 10 minuti ad un episodio brutto della vostra vita, che ne so, quando vi ha lasciato la morosa anni fa, o una figuraccia fatta alle elementari, e continuate a pensarci e a pensarci, dopo i 10 minuti che vi ho detto non ne uscirete per niente bene, le vostre emozioni vi condurranno a degli stati d'animo veramente depotenzianti. Se invece vi concentrate su mementi della vostra vita in cui avete raggiunto dei buoni risultati, momenti in cui siete stati felici, in pace con voi stessi, vi siete divertiti ecc. beh quasi immediatamente anche il vostro stato d'animo attuale ne risente in positivo.
Come abbiamo visto nei capitoli precedenti il focus è fondamentale, e lo stesso concetto è applicabile anche sui possibili eventi futuri. Se fra una settimana ho un esame e per tutto il tempo mi faccio i film di come potrebbe andare male, il mio stato d'animo nell'affrontare quell'esame sarà completamente depotenziante. Stessa cosa vale per l'esatto opposto, cioè pensando al fatto che tutto possa andare per il verso giusto, che saprò rispondere a tutte le domande ecc. Risultato? Stado d'animo potenziante. Avrò sempre la carica giusta per studiare e ripassare.
Se date veramente troppa importanza ad un evento come un esame e non riuscite a pensare che vada tutto bene, per "sdrammatizzare" vi consiglio questa breve "meditazione".
Immaginatevi che tutte le persone coinvolte abbiano qualcosa di buffo mentre vi vivete nella mente quell'esperienza futura (o anche passata) ad esempio possono avere tutti il naso rosso da clown, oppure, se sono i vostri professori ad un esame immaginateveli seduti in schiera sul vater e non sulle loro poltrone. Questo potrebbe aiutarvi ad abbassare la tensione nel confronti di quel particolare evento.
Terza componente, come abbiamo visto è la Fisiologia, cioè come si comporta il nostro corpo. Quello che è vero è che il corpo e la mente sono cablati tra loro a doppia mandata. Se la mente è felice, il corpo risponde immediatamente di conseguenza, e lo dimostra con respirazioni più ampie ad esempio, oppure con un volto più rilassat. Difficile che una persona che ha appena raggiunto un ottimo risultato (es giocatore di calcio che fa goal) stia con le spalle basse, le braccia molli lungo al corpo e tutto mogio. Sarà invece scattante, con le braccia alzate, sorriso di gioia ecc. Quello che spesso è sottovalutato è che la cablatura funziona anche al contrario. E' facile provarlo. Se vi mettete seduti con le spalle e la testa giù e le braccia ciondoloni è difficile che vi passino dei bei pensieri per la testa. Vi sentirete preso depressi. E' quindi possibile pilotare i nostri stati d'animo accedendo a quelli più potenzianti mantenendo una corretta fisioligia. Spalle alte, testa alta, restare seduti in modo corretto e bei respiri profondi. Come nell'esercizio semplicissimo di respirazione che vi ho fatto fare all'inizio del corso.

Se vi piace l'argomento Fisiologia e lignuaggio del corpo vi suggerisco di studiarlo in prima persona direttamente osservando per bene gli altri, le loro fasi di felicità e di tristezza. Notate i loro cambiamenti in volto, nel fisico e nella respirazione. Svilupperete preso una buona acutezza sensoriale, che è un ottimo strumento per migliorare la comunicazione con gli altri (e anche con se stessi).

Spero vi sia piaciuto questo intervento, e nella prossima parte analizzeremo le altre due fasi del motore della felicità capendo come tutte siano legate fra loro e conducano ad un ciclo continuo che ci porta avanti o indietro nella nostra vita.

A presto e che la vostra vita sia sempre più felice!

martedì 10 agosto 2010

La Patente della Felicità © - 1 - Occhi sulla strada

Eccoci alla prima lezione ufficiale del e-corso "La Patente della Felicità ©"
Spero abbiate letto l'introduzione, altrimenti andate subito a leggerla e poi tornate qui, iniziate ad assimilare un po di concetti e vedrete che la vostra vita non potrà che cambiare per il meglio.

Ora vorrei iniziare a creare in modo istantaneo un bricciolo di felicità in chi sta leggendo.
Mi ricordo da bambino e da ragazzino, quando avevo paura di affrontare delle situazioni come ad esempio il primo giorno di scuola, una verifica importante, o l'esame di terza media...beh mia madre in quelle situazioni mi dava sempre un consiglio, consiglio che seguivo ma spesso lo sottovalutavo.
Quando ho intrapreso il mio percorso di crescita personale ho riscoperto nella mia mente quanto mia madre avesse ragione.
Purtroppo noi occidentali abbiamo disimparato a respirare. Non ci pensiamo mai, ma il respiro è vita, la parte inconscia del nostro cervello lo gestisce in modo automatico, ma possiamo gestire la respirazione in modo conscio ed in questo modo ci allineiamo con la sorgente di energia dell'universo.
Mia madre, come dicevo, prima di un evento importante della mia vita era solita dirmi "Prendi un bel respiro e poi vai!".
Bene, vi suggerisco di fare questo esercizietto, poi saltiamo in macchina per la prima guida verso una nuova vita di felicità.
Chiudete gli occhi ed iniziate lentamente ad inspirare, sentendo l'aria fresca (o calda, come la sentite...) che passa nelle vostre narici e arriva nei vostri polmoni. Espandete la pancia il più possibile riempendovi di aria.
Trattenete per un po, poi espirate gentilmente, con tranquillità. Concentrati solo sul vostro respiro e su come l'aria circola dentro e fuori dal vostro corpo; ripetete questo esercizio per altre 2 volte. Con tranquillità e naturalezza.
Fatelo adesso.

Aprendo gli occhi non vi sentite un po meglio. Con me funziona sempre...è la saggezza antica di mia Ma (anche se lei è tutt'altro che antica). E' la saggezza antica di culture millenarie.

Ora allacciatevi le cinture che si parte e mi raccomando: occhi sulla strada.
Qual'è l'analogia tra la felicità e gli occhi sulla strada mentre si guida?
Presto detto: guidando non è proprio sano guardare sempre indietro (facilmente ci andremmo a schiantare), ne è possibile vedere oltre la collina o oltre la prossima curva, al massimo è possibile rallentare per prudenza.
Noi nella nostra vita invece abbiamo la tendenza a guardare spesso indietro, a rimuginare su eventi passati, oppure continuiamo a pensare al futuro, a che potrebbe accadere di brutto in ogni circostanza. Beh così ci perdiamo il momento, non abbiamo gli occhi sulla strada e non è certo facile raggiungere la meta (felicità o obiettivi) in questo modo.

Prima di analizzare più in profondità i due comportamenti sopra descritti vorrei fare ancora una riflessione.
Non credo che nessuno abbia imparato a guidare completamente da solo, insomma serve o un maestro in carne ed ossa, o almeno un libro che ci dica come fare, quali pedali premere e come cambiare marcia, il significato dei cartelli stradali e via dicendo...
E per essere felici invece da chi si può imparare? Quali sono le persone che sono felici la maggio parte del tempo, e se non sono felici ci preoccupiamo?
Se non ci siete arrivati ve lo dico io. Sono i bambini.
Esistono delle eccezioni (purtroppo) ma nonostante siano piccoli, spesso non adeguati a fare le cose e abbiano tutto da imparare, beh i marmocchi sono la maggior parte del tempo felici e sorridenti.
E quando sono tristi e imbronciati è una stranezza, ci chiediamo subito come mai.
Invece tra adulti quando ci si vede tristi e imbronciati è la norma, mentre chi è felice è l'eccezione.
Prova a girare in macchina in città nelle ore di punta. Quante facce sorridenti vedi negli abitacoli?
Beh io direi ZERO. E se ne vediamo qualcuno che ride, mentre siamo imbottigliati nel traffico che pensiamo? "Cazzo c'avrà da ridere quello str...?" Mentre la norma per l'automobilista e mandarsi affanculo a vicenda!
Questo è bizzarro e sicuramente non contribuisce alla felicità, perchè citando Roberto Re "Abbiamo reso normale l'anormale!"
La condizione normale per l'uomo è essere felice, non incazzuso o quant'altro, ma felice. Solo che crescendo ce ne siamo dimenticati perchè bombardati da miglioni di esempi, da milioni di frasi negative ricevute dai nostri genitori, dai nonni, dalla TV ecc.

Cosa porta quindi un bambino ad essere in genere felice e un adulto no? Sicuramente uno degli aspetti è la sua capacità nel focalizzarsi sul presente e dare il 100% di se stesso in quello che fa. Quando un gagno vuole una cosa ci mette tutto l'impegno. Quando è assorto in un gioco lo è completamente.
Gli adulti invece sono troppo spesso con la mente nel futuro o nel passato, è una mentalità contorta quella che ci circonda ma vi garantisco che vi poniamo subito rimedio.

Iniziamo dallo specchietto retrovisore. Quanto siete innamorati di questo specchietto retrovisore?
Continuate a guardarci dentro? Continuate a ripercorrere nella vostra mente le scene del passato e continuate a provare emozioni negative? Beh questo è un bello spreco di benzina emotiva, e non contribuisce per niente a rendere più felice la vostra vita.
Ci sono alcuni modi diversi di guardare lo specchietto retrovisore:

  1. Senso di colpa: avete fatto una cazzata nel passato (o credete anche solo di averla fatta), magari 10 anni fa e continuate ad ammazzarvi il cervello pensando a quanto siete stati male, e così facendo continuate a stare male. Questi comportamenti mentali derivano proprio dall'educazione ricevuta, e dai condizionamenti culturali e religiosi. E' una forma di controllo, che alcuni genitori applicano in modo inconscio, pensando di farci del bene ma creandoci dei danni non indifferenti, mentre i potenti la applicano in modo conscio e così continuiamo a permettere loro di inchiappettarci e ci fanno fare quel che vogliono loro. Comunque il mio suggerimento è di scaricare dalla macchina tutta la zavorra inutile, che rallenta ed affatica il motore. Il passato è passato, non si può cambiare. Perdoniamoci e accettiamo il fatto che le cose sono andate così. Non è certo necessario continuare a rimuginare sul passato per far tesoro delle nostre esperienze.
  2. Rimpianto: "Se avessi preso quella strada magari..." Magari un cavolo, anche in questo caso il passato è passato, abbiamo fatto delle scelte, basandoci su ciò che sapevamo. Se poi sono risultate sbagliate è sempre nuova esperienza che ci aiuta a prendere la strada giusta la prossima volta. Bello spreco di benzina emotiva farsi i film mentali di come sarebbe potuta essere l'altra strada.
  3. Continua irrealizzazione: continui a pensare di aver premuto troppo poco l'acceleratore? Avresti potuto dare di più? Bhe inizia adesso a dare di più. Non focalizzarti sulle strade che non hai fatto, ma su quella che stai percorrendo. Il ragionamento "Potrei, dovrei, ma non lo faccio" è una strada che conduce ad un precipizio. Ma in ogni caso è inutile focalizzarsi sui precipizi passati. Teniamo occhio alla strada.
Analizziamo adesso ciò che accade a chi proietta sempre i propri pensieri dietro la prossima curva o dietro alla prossima collina:
  1. Preoccupazioni: il non-senso della parola in se già la dice lunga, come si fa a pre-occuparsi di qualcosa, o te ne occupi o non te ne occupi, in macchina non è possibile pre-frenare, pre-accelerare o pre-girare il volante. O si fanno queste azioni o non si fanno. Giustissimo è valutare la propria velocità per affrontare una curva in sicurezza ma inutile continuare a pensare alle mostruosità che potremmo trovare dopo la collina. Esempio di grande spreco di benzina emotiva è il continuare a pensare a che cose brutte possono accaderci nel futuro. Se ci accadranno le affronteremo. Ma visto che l'universo gradisce molto l'energia positiva se ci focalizzassimo di più su ciò che di bello può succederci, per la legge della media, ci accadranno più spesso cose belle che cose brutte.
  2. Ansie: per colpa dei bombardamenti dei media sembra impossibile non vivere nell'ansia e nello stress. Il continuare a temere di schiantarsi alla prossima curva o che qualche pazzo ci tagli la strada è un comportamento sbagliato , non la normalità. Il continuare a provare sensazioni di paura per il futuro sottolinea una possibile mancanza di fiducia in se stessi. Ma grazie alla Patente della Felicità ©, la riotterrete. Per ora il da farsi è contemplare anche tutte le opzioni positive del viaggio. Arrivare sani alla meta, percorrere tratti di strada con paesaggi bellissimi e fermarsi all'autogrill per spararsi un caffettino più brioches. In poche parole godersi il viaggio per quello che è.
Tutti nella vita provano emozioni di paura, ansia, nervoso, frustrazione e mille altre. Tutte emozioni che fanno parte dell'animo umano. Ma adesso, conoscendone gli inganni potete governarle un po meglio e, focalizzandoci sul presente, tenendo gli occhi sulla strada non permettiamo che tali emozioni abbiano il sopravvento si di noi. Dobbiamo riscoprire il bambino che c'è in noi, con la capacità di provare emozioni positive per quello che stiamo facendo, controllando i nostri pensieri che vagano troppo nel passato o nel futuro.

Alla prossima volta con un nuovo capitolo che ben presto vi porterà ad una bella e luccicante Patente della Felicità ©

PS commenti e suggerimenti sono più che graditi!

martedì 3 agosto 2010

La patente della Felictià © - Introduzione

Benvenuti al mio personalissimo corso di miglioramento personale che si chiama "La patente della Felictià ©"

Il mio parere è che la cosa più importante nella vita di una persona sia la propria felicità. Chi la pensa come me spero gradirà e utilizzerà (se già non lo fa) i concetti e i trucchi che troverà in questo e nei successivi post sull'argomento.
Chi non è daccordo spero mi dia ancora una chance prima di chiudere la pagina e andarsene.
Quali sono le vostre obiezioni? Vi sembra troppo "da egoisti" essere felici? O vi viene da dire "facile dire che è la cosa più importante, ma non è che lo si sceglie di essere felici".
Per rispondere ai primi vorrei subito giocarmi il bonus. Prendere come riferimento il più grnade libro di crescita personale di sempre, che è la Bibbia.
Ad un certo punto Gesù promuncia queste parole "Ama il prossimo tuo come te stesso" (Mt 19,16-19).
La chiave di lettura più "easy" è di fare tante cose per gli altri, di amare gli altri. Du palle...
Ma ci si perde la seconda parte: "...COME te stesso", questo è ciò che in PNL viene definito "presupposizione".
Cioè presuppone che "tu ti ami" e poi puoi amare gli altri. Se tu ti odi,o non sei felice per l'appunto, sarà difficile riuscire ad amare gli altri e a fare del bene al "prossimo tuo".
Inoltre è un circolo vizioso: quando una persona è felice può fare cose straordinarie, che continueranno a renderlo felice. Se una persona è triste, arrabbiata, impaurita o ha uno stato d'animo NON OK è improbabile che raggiuna buone performance nella vita e questo la renderà ancora più infelice.
Per quelli che dicono che non è possibile scegliere  di essere felici o no, ecco come la vedo. Siamo bombardati di continuo da questa convinzione!!!
Le persone che ci circondano e la televisione (soprattutto gli spot) ci insinuano nella mente praticamente dalla nascita, che se non siamo felici è colpa di qualche evento esterno e magari comprando qualche prodotto miracoloso ridiventeremo felici.
Funziona? Qualche prodotto o qualcosa di esterno vi ha mai reso felici in modo duraturo? Ogni tanto accade, ma non dura molto, poi si ricerca di nuovo la felicità in qualcosa di esterno e sempre più bello e grande, e si è intrappolati in un vortiche non porta di certo a qualcosa di buono, nei casi meno gravi ad un conto in rosso, in quelli medio gravi ad aggrapparsi disperatamente ad altre persone, e in quelli più gravi a finire in un centro di recupero per tossicodipendenti.
La cazzata che "la felicità è dentro di noi" l'ho sentita con superficialità anche io un milione di volte credendoci e non credendoci. Come al solito la verità assoluta non esiste e ognuno ha la sua "mappa del territorio" (altro contetto PNL). E' ovio che andare al concessionario per ritirare la macchina dei vostri sogni vi metta felicità. Però se volete godervi quella macchina io credo che dovete essere fieri di esservela guadagnata, sapendo che anche il percorso che vi ha portato fino li è stato, sì faticoso e duro, ma mi ha fatto diventare una persona migliore e meritevole di guidarla quell'auto!
Anche la cazzata del "il viaggio è più bello della destinazione" quante volte l'abbiamo mandato giù così, con nonschalance. Ma se ci pensiamo quanto è vero? Quanto sarebbe bello saperlo già durante il viaggio, che è così bello? Invece lo si scopre solo quando si è arrivati alla meta, e magari è pure deludente questa meta?
Ritornando al titolo di questa serie di interventi, perchè "Patente" vi chiederete?
Beh la maggior parte di noi ha la patente di guida, giusto? Alcuni l'hanno presa con più facilità, altri hanno faticato di più e hanno magari dato 2 o 3 volte l'esame prima di ottenerla.
Comunque vi ricordate le prime prove pratiche con i genitori o con l'istruttore? Quella insicurezza, quel non sapere cosa fare e come farlo? Quell'aver paura dell'imprevisto e non sapere come gestirlo? Magari molti dopo la prima lezione disastrosa in cui a stento sono riusciti a fare lo spunto e partire in prima, oppure per cambiare marcia hanno grattato 1000 volte col cambio, beh magari eravate tentati di mollare, di dire "vivo anche senza la patente".
Poi avete visto che qualche amico già ha la patente, siete tornati a casa e i vosti genitori vi hanno incoraggiati e spronati, "non mollare", "ce l'hanno fatta tutti".
Voi siete tornati alla seconda lezione e avete fatto altre prove su prove e la patente è arrivata, e adesso quanto è facile guidare! Così tanto che non ci pensate neanche più allo spunto o a cambiare marcia.
Con la felicità è la stessa cosa, tutto ciò che serve è già dentro ogniuiuno di noi.
Peccato che non siamo portati a vederla nello stesso modo, quante persone con la patente conoscete e quante sempre felici? Molte da una parte e poche dall'altra, giusto? Questo porta a pensare che sia diverso, non si hanno poi così tanti esempi stimolanti.
Quanti tornando a casa dopo una giornata devastante a lavoro iniziate a dire "basta io non ci vado più" e quanti vosti genitori/famigliari/conviventi vi dicono "non mollare, ce l'hanno fatta tutti, puoi essere felice anche tu"? Pochi nè? Magari iniziano anche loro a lamentarsi della loro giornata di merda e vi affossate a vicenda in un rapporto tra perdenti.
Ma tutto questo può e deve cambiare! Si può scegliere di essere felici. Prendendo e facendo prendere a tutti i vostri conoscenti la "Patente della Felicità ©"

Servono ancora alcuni concetti importanti prima di proseguire con la prima lezione. Eccoli qui:
  1. Bisogna affrontare questi post con la mente un po' aperta e la voglia di farsi delle domande, di autoanalizzarsi e di mettersi in gioco.Così avrete i migliori risultati e una bella patente fiammante! Ad esempio due domande interessanti sulle quali iniziare a pensare possono essere:
    1. Che cosa voglio dalla vita?
    2. Che cosa mi ha impedito di ottenerlo fin'ora?
  2. La mente umana è una cosa meravigliosa: mentre state leggendo e riflettendo su queste cose intanto il vostro cervello sta lavorando in modo fantastico per interpretare i concetti e compararli con eventuali esperienze già vissute, intanto continua a mantenere attive tutte le funzioni vitali del vostro corpo e fa altre mille attività. Quindi massimo rispetto per la mente umana. Per la vostra mente umana! E occhio a come la "nutrite", non è mai troppo tardi per iniziare a nutrirla con concetti interessanti e con un po meno di TV-spazzatura.
  3. Ci sono molte funzioni particolare della mente umana, due alquanto interessanti sono quelle che ci rapportano al dolore e al piacere. Una delle prime funzioni della mente umana è quella di evitare il dolore, e solo in seguito viene quella della ricerca del piacere.Qui non si sta parlando prettamente di dolore e paicere fisico, ma in senso più lato di quello mentale. Occhio quindi che vivere una vita in continua fuga dal dolore non conduce di certo alla felicità.
  4. La nostra tendenza è quella di restare in una "zona di confort". Si tratta di restare esattamente dove siamo, per evitare di fare cose che ci possono mettere a disagio (dolore). Perchè magari sono situazioni nuove che non conosciamo o abbiamo paura che ci facciano soffrire a causa di esperienze passate. Solo che la mente certe volte si incasina e considera "zone di confort" anche situazioni in cui già stiamo soffrendo molto, ma per evitare la novità non facciamo niente per uscirne. La vertià è che la qualità della nostra vita è direttamente proporzionale a quanto siamo bravi a gestire le insicurezze legate all'uscire dalla nostra "zona di confort".

Per chi non si è preso la patente di guida ci sono due possibilità.
Se non ce l'avete perchè non volete entrare nella logica perversa del "possedere e farvi possedere" da una macchina che vi fa spendere un sacco di soldi tra carburante, bollo, assicurazione, meccanico ecc, un sacco di energie tra traffico e incidenti ecc... che in più inquina e fa male all'universo, e avete scelto in tutta sincerità di usare i mezzi publici di trasporto. Tantissimo di cappello. Probabilmente siete già delle persone felici e magari anche più felici di me.

Se invece non avete la patente perchè ci avete rinunciato e in fondo al vostro cuore vi dispiace, beh i concetti qui e la esposti non possono che farvi bene; magari alla fine delle 10 prove di teoria e pratica, dopo aver conseguito "La Patente Della Felicità ©" avrete voglia di correre in motorizzazione o in autoscuola per prendere anche la patente di guida.

Saluti e alla prossima!