sabato 25 dicembre 2010

Spiritualità ed Energia

Battiato in una intervista parla in modo incredibile di ciò che ho iniziato a credere da ormai quasi due anni...





E' da un po di tempo che mi sono fatto l'idea che ci sia qualche monaco sperduto su qualche montagna e che grazie alla sua meditazione il mondo sta continuando a proseguire e a "reggere"; un po di tempo fa ho letto "la matrix divina" in cui si citava un fantastico esperimento in cui durante una delle guerre a Baghdad, è stato preso un gruppo di persone e messe chiuse a meditare in una stanza per alcune ore al giorno, mai le stesse ore ma assieme, e si è misurato con certezza che nelle ore in cui queste persone meditavano, il numero di eventi catastrofici e morti diminuivano grasticamente per poi riaumentare al termine delle sessioni di meditazione.

Crederci o no sta a noi...spero però che vi siate goduti questa intervista anni 80 del mitico cantante.

lunedì 6 dicembre 2010

Quanti loop sprecati

Oggi ho coniato tutto da solo un piccolo tool mentale che per quanto mi riguarda funziona alla grande.

Mi capita ogni tanto di svegliarmi con il ritornello di una canzone in testa, non sempre la stessa, ma ne ho un set ben stabilisto, e di solito sono tutte abbastanza fastidiose, come ad esempio Lady Oscar o una di Donatella Rettore che non so neanche come si chiama o qualcuna di Caparezza o di Elio e Le Storie Tese...
Per un po va bene ma oggi mi son reso conto che quando mi succede vado in sovraccarico col cervello e non penso a niente di utile quindi mi sono detto: "ma quanti cicli di calcolo del cervello sprecati per queste cavolo di canzoni ridicole?", combattere questa cosa è inutile quindi ho deciso di farmi una domanda a mio avviso potenziante: "Come faccio a rendere utile questa cosa?".

Uno dei principi della fisica è che nulla si crea e nulla si distrugge, non si può togliere una cosa senza sostituirla con qualcos'altro...adesso racconto un'altra cosa.

Un po di tempo fa leggevo il libro "Leader di te stesso" di Roberto Re ed ho scoperto i misteri delle domande e il fatto che ogniuno di noi ha delle "domande guida" che ci potano in giro per la vita, tali domande sono potenzianti o depotenzianti e per fortuna possiamo anche riprogramarcele nella mente.
Dopo aver capito con onestà che la mia "domanda guida", direi poco potenziante, era: "Come faccio a fare sempre il minimo della fatica?" ho deciso di scriverne tre più fighe che, condizionate, mi avrebbero portato a raggiungere qualche risultato in più...una di queste è "Come faccio a diventare ricco divertendomi?".

Ancora non l'ho scoperto di preciso, ma sicuramente è una domanda più utile da porsi rispetto alla precedente.

Le altre due domande sono "Come faccio ad essere un padre e un compagno straordinario per la mia famiglia?" e "Come faccio ad avere una salute ed una forma fisica perfetta?"

Qualche giorno dopo aver fatto il lavoro del libro sulle domande mi sono iscritto in palestra e ho iniziato a picchiare la mia compagna (la prima è vera e la seconda scherzo oviamente!!!!)

Coniugando i due discorsi, sta mattina dopo essermi reso conto di specare cicli preziosi del mio cervello, ho pensato di mettermi a cantare, nella mia testa con le stesse note e lo stesso ritmo della canzone che mi frullava, le domande potenzianti che mi ero scritto qualche giorno prima, le ho ripetute e le ho ripetute e così BANG!, 2 piccioni con una fava, mi condiziono le domande potenzianti e applicando il principio della fisica dopo circa un minuto la canzone è sparita dai processi spreca risorse del mio cervello eventualmente sostituita da un sano defrag e da un fdisk.

Questa magari l'hanno capita in pochi...perdonatemi.

A presto e che la vostra vita possa essere sempre più felice!

venerdì 3 dicembre 2010

There is no failure only feedback!

Una delle "presuppositions" della PNL che più apprezzo ma che è (puLtroppo) abbastanza facile da dimenticare:
  • Non esistono fallimenti, solo informazioni di ritorno.

Ci sono 3 credenze collegate a questa che sto cercando di assimilare sempre di più nella mia vita:
  • Si fallisce solo quando ci si arrende.
  • Per ogni situazione critica o momento buio c'è una successiva situazione di maggior grandezza o di luce.
  • Finchè ci si concentra solo sul problema non è facile trovare la soluzione.
E vado con l'esempio pratico di questi giorni:
La scorsa settimana è arrivata la bolletta dell'enel, 119 € tutto normale, visto che non ho la domiciliazione (per mia scelta vorrei evitare le bollette impazzite che mi potrebbero mandare in malora, al massimo non le pago e scappo in Thailandia:P) ho preso il bel bollettino postale e l'ho messo sul davanzale delle scale, pronto per essere preso e messo in tasca il giorno adeguato (oggi), così sarei andato in posta a pagarlo.

La scorsa domenica è stata giornata di grandi pulizie, aspirapovere a manetta e un solo obbiettivo: PIU ORDINE IN CASA

Ieri vado al davanzale per prendere la bolletta e metterla in tasca. Non c'è che dire, non c'era polvere sul davanzale, ma tantomeno il bollettino...

Allora chiedo aiuto alla mia compagna e assieme ci mettiamo a cercare il foglio per casa. "Forse l'ho messo di la in cucina", "Forse l'ho già messo nella borsa del portatile"...abbiamo passato quasi un'ora a cercare la fatidica bolletta scomparsa. Non si può dire che ero disperato, ma neanche che ero contento della situazione. Ultima possibilità era quella di mettersi a testa in già nel bidone della raccolta differenziata carta giù in cortile perchè in casa ste bollette proprio non c'erano. Ormai è l'una di notte e non ho intenzione di gelarmi il culo con una torcia alla ricerca di una bolletta nella notte.

Ma eccomi li, sta mattina, testa nel bidone, scavo, sposto carta e cartoni, c'è di tutto perchè anche i miei hanno gettato della carta in questa settimana. Metodicamente comunque parto dall'alto e sposto tutte le cartacce alla ricerca di qualunque foglio che sembri una bolletta ENEL. Alcuni momenti di entusiasmo seguiti da altrettanta delusione quando trovo dei bollettini che però si rivelano essere quelli per le donazioni ai vari enti contro il cancro e per emergency che in questo periodo pre-natalizio arrivano a bizzeffe. Arrivo al fondo e ricontrollo tutto al contrario ma niente...

Niente da fare...

Il primo switch di pensiero c'è stato quando sono passato dal "senza bollettino sono fottuto, non posso pagare e aspetterò che mi arriva la bolletta maggiorata" a "a lavoro telefonerò al servizio clienti enel per chiedere se mi danno i dati per pagare con un bollettino postale normale, ma che rottura di palle non mi risponderanno mai ci metterò una vita".

E così faccio, cerco su internet il numero verde e chiamo, praticamente con la "forza bruta" (provo ogni singola combinazione di numeri, tipo digiti uno, digiti 2 ecc) riesco a parlare con un operatore, che però scopro essere di Enel Energia mentre io dovevo chiamare la vecchia Enel...altro numero verde, altra forza bruta, ma sta volta non ho bisogno di parlare con un operatore, il risponditore automatico è illuminante:
"per verificare lo stato delle sue bollette e pagare con carta di credito può visitare il sito prontoenel.it"
WTF!!!!
Devo ammettere che sono stato ancora un po scettico sulla facilità di pagare una bolletta sul loro sito, e la mia negatività infatti ha influenzato ancora un po anche il sito prontoenel.it che si è piantato due o tre volte mentre tentavo di registrarmi...ma poi effettivamente senza altri indugi ho potuto vedere on line la bolletta e l'ho pagata con carta di credito. Un servizio che già avevo cercato senza successo qualche mese fa e ora per puro caso (il caso non esiste!!!!) ho trovato così.

Quindi c'è tutto! "I problemi vanno risolti con un livello mentale superiore a quello col quale il problema è stato creato", "da ogni momento buio se ne esce con un momento di luce ancora più grande", "non c'è fallimento, solo feedback" e "Non arrendendosi si vince"!

Non ho dovuto neanche andare fino in posta col freddo che fa e pagare più di un euro a loro per il servizio.

Bella storia!

Altre storie a lieto fine presto su questo blog.

lunedì 29 novembre 2010

Che cosa ci motiva Veramente

Video di animazione fighissimo (in inglese) su che cosa motiva le persone principalmente in ambiente lavorativo. Interessante notare il perchè i soldi ($$$) non sono il migliore dei propositi per i quali agire far agire in modo motivato...veramente illuminante!! Godetevelo!


lunedì 22 novembre 2010

Oggi...

...ho capito una cosa molto semplice:

La felicità è dentro di noi!

Peccato che per capirlo bisogna sbattere il muso tante volte...

Si possono fare tante cose credendo di farle per delle motivazioni che dopo si rivelano completamente sbagliate, ma in qualche modo farle ci aiuta e ci conduce ad un superiore livello di consapevolezza.

martedì 16 novembre 2010

La Patente della Felicità © - 5 - Studiamo il motore! - Parte 2

Il quinto appuntamento con La Patente della Felicità © ci vede impegnati nello studio delle ultime due fasi del motore. Spero vi siano piaciute le considerazioni precedenti e vi esorto a scrivermi e a commentare se avete domande o richieste in merito anche a situazioni specifiche della vostra vita.

Il motore dell'automobile, con la terza fase raggiunge il culmine della potenza con l'esplosione. La miscela di aria/carburante viene incendiata e c'è una bella detonazione. Quale paragone migliore con la terza fase del Motore della Felicità che è l'AZIONE!!!

Riassumendo brevemente si può dire che nella vita noi crediamo delle cose. Queste ci fanno provare delle emozioni di un certo tipo e di conseguenza agiamo (o non agiamo) in un certo modo.
Se fino qui tutto è andato per il verso giusto, cioè le credenze sono corrette (ingranaggi ok) e gli stati d'animo fanno una bella miscela siamo pronti per la scintilla, che è una delle componenti dell'azione!

Cos'à la scintilla? Semplicemente è la decisione conscia o inconscia che ci fa agire in un certo modo. Decidere è la componente fondamentale della terza fase. Se non c'è decisione l'azione potrebe essere veramente poco efficace. Come un motore che si ingolfa...

Un esercizietto interessante è quello di "decidere": vivere la vita giorno per giorno dicendosi che si decide di fare quello che si fa. "Decido di alzarmi alle 7.30 domani", "Decido di fare questa telefonata adesso", "Decido di studiare un'ora". Tutto ciò è molto potenziante perchè ci fa prendere letteralmente il controllo della nostra vita, non siamo più in balia delle circostanze ma siamo noi che scegliamo quello che facciamo. Magari all'inizio sarà una forzatura ma con un po di perseveranza sarà facile vedere dei miglioramenti significativi.

Seconda componente basilare dell'azione è la pianificazione. Il significato sta nella parola stessa: dividere l'azione in piani è una cosa fica!
A parte gli scherzi, una volta deciso ciò che si vuole, per non perdersi per strada è necessario investire un po di tempo nel pianificare. Il buon vecchio Brian Tracy dice che "Ogni 10 minuti spesi a pianificare fanno risparmiare un'ora di lavoro in seguito". Per quel che mi riguarda è ancora peggio. Se non pianifico non raggiungo affatto i risultati che mi sono prefissato...e non credo di essere solo. Una buona pianificazione è ciò che fa la differenza tra un sogno che per quanto bello è campato in aria ed un obiettivo ben chiaro e raggiungibile.

Non è poi un processo così complicato, quel che faccio io è scrivere tutto ciò che so che dovrò fare per raggingere ciò che voglio, senza necessariamente essere troppo precisi. Una bella lista di attività con un quadratino accanto ad ogni punto che va ordinata secondo l'ordine di esecuzione. Che soddisfazione mettere una croce accanto ad un punto che ho appena completato! Se mi trovo a non andare avanti sul punto successivo, il motivo è semplice: quel punto può essere diviso in sottopunti più semplici e che mi daranno soddisfazione quando a breve inizierò a smarcarli come già fatti. Quindi i macro punti vanno individuati subito con un po di chiarezza poi vanno ordinati e dettagliati singolarmente. Dopo un po si iniziano a conoscere i propri limiti e si capisce quando una attività è ancora troppo estesa per essere fatta singolarmente (varia da caso a caso...) e la si suddivide ancora in modo da ricevere soddisfazione dallo smarcare i punti. Buono anche festeggiare per le milestone premiandosi con una bella cena fuori con la famigla o una mezza giornata di relax totale.

Poi ognuno ha i suoi metodi, io vi ho raccontato il mio che mi permette di raggiungere buoni risultati senza perdermi e avendo una direzione da seguire.

Pianificare non deve per forza essere una cosa noiosa, trovate il metodo che va meglio per voi. Come dice sempre Jim Rohn "Non essere un seguace, sii uno studente". Solo sperimentando continuamente si scopre ciò che funziona meglio per noi e ci può portare a dei risultati e alla felicità mentre li inseguiamo.

Eccoci quindi alla 4 ed ultima fase del Motore della Felicità: sono gli agoniati Risultati! E' ovvio che, per la legge di "causa ed effetto" compiendo determinate azioni si ottengono determinati risultati. Per il motore a scoppio l'ultima fase è quella dello scarico, il prodotto della combustione esce dal motore. Qui il prodotto delle nostre azioni si manifesta nel mondo fisico.

Non c'è molto da dire su questa fase, la cosa importante da sapere è che comunque un qualche risultato si ottiene. Anche non facendo apparentemente niente un qualche risultato c'è. Se il risultato non è quello sperato, bisogna risalire la catena delle fasi del motore per capire dove intervenire. L'azione non sarà stata corretta, probabilmente influenzata dai nostri stati d'animo che a loro volta erano influenzati dalle nostre credenze.

Inoltre non è da dimenticare che nel motore a scoppio dopo lo scarico si ricomincia con l'aspirazione. E di conseguenza i risultati sono una delle cose che influenzano le nostre credenze. Se ho ottenuto un buon risultato la mia credenza relativa all'essere una persona in grado di ottenere buoni risultati viene di certo confermata. Se il risultato è mediocre o scarso le mie credenze ne vengono influenzate di conseguenza facendomi provare emozioni negative e facendomi compiere azioni ancora più scarse o addirittura iniesistenti. Questa spirale negativa mi porterà probabilmente ad una bassa autostima mascherata da frasi del tipo "tanto non era poi così importante".


Buone nuove in ogni caso! Si può interrompere il ciclo negativo di un motore che gira male o è ingolfato intervenendo sugli ingranaggi e sul suo carburante!!!

Innanzi tutto l'importante è non scoraggiarsi e prendere ad esempio i grandi che in genere sono grandi perchè hanno fallito più degli altri...uno degli esempi classici è Michael Jordan che oltre ad essere stato sbattuto fuori dalla squadra di basket delle superiori (pensate se si fosse demoralizzato a quei tempi...), ha sempre avuto una media altissima non solo di punti a partita ma anche di tiri fuori!!!

Cosa simile ma in tutt'altro campo per Thomas Edison, inventore della lampadina commerciale al quale dopo il decimillesimo (DIECIMILACAZZODIECIMILA!!!!) fallimento nei test di creazione appunto della lampadina è stato chiesto: "Non sei demoralizzato dei fallimenti? Non avrai intenzione di proseguire?".
Lui rispose la mitica frase "Non ho fallito, ho trovato diecimila modi di non fare la lampadina. Ogni tentativo che va male è un passo avanti verso il risultato".

Nel prossimo appuntamento ci trasformeremo in meccanici e metteremo nella nostra cassetta 3 fantastici attrezzi per riparare un motore che non gira molto bene ;)

A presto e che la vostra vita possa essere sempre più felice!

venerdì 29 ottobre 2010

La Patente della Felicità © - 4 - Studiamo il motore! - Parte 1

Eccoci al quarto appuntamento con La Patende della Felicità ©, ora entreremo in qualche dettaglio tecnico, come avviene quando si vuole prendere la patente e c'è una lezione specifica sul motore, in questo caso però è molto più utile, perchè anche se per guidare non è fondamentale sapere che il motore della nostra auto è a 4 tempi, i 4 tempi del motore della felicità sono FONDAMENTALI.

Prima di inizare vi presento una schematizzazione per poi analizzare le prime due fasi del motore, le altre due al prossimo capitolo, essendo un argomento abbastanza esteso.

Motore della Felicità

Non lasciatevi intimorire, sono dei concetti semplici e se si riesce ad integrarli e a farli propri nella vita, si faranno passi da gigante in termini di consapevolezza, felicità e risultati.

Il primo "tempo" in un motore a scoppio è l'aspirazione, cioè il motore aspira la miscela di carburante e aria che sarà poi ciò che fa continuare a girare il motore.

Nel motore della felicità la prima fase è quella delle credenze, cioè ciò che noi crediamo su qualunque cosa della vita.

Ecco una definizione di credenza bella impapocchiosa:
"La credenza è una frase che in qualche modo noi sentiamo vera. Pensiamo che le nostre credenze sono accurate asserzioni riguardanti la realtà"

Le credenze sono di tre tipi, quelle su noi stessi, quelle sul mondo che ci circonda, e le equivalenze complesse dette anche regole.
Vi faccio qualche esempio che vale di più di mille spiegazioni. Le credenze su noi stessi iniziano sempre con "Io sono", ad esempio "Io sono timido" è una bella credenza depotenziante. "Io sono intelligente", "Io sono una persona che non molla", "Io sono una persona che non vince mai".
Quante volte durante il giorno ci diciamo queste cose? Individuarle e capire quelle potenzianti e depotenzianti è un passo fondamentale di consapevolezza e ci aiuta a far girare per il verso giusto il motore della felicità.
Segnarsi le credenze che scopriamo di noi durante la giornata su un block-notes aiuta.
Le credenze sul mondo che ci circonda sono quelle collettive che probabilmente arrivano dai nostri genitori o da associazioni che abbiamo fatto basandoci su esperienze passate. Possono essere: "Meglio non fidarsi della gente perchè tanto poi ti frega", "Dopo una certa età non si possono fare determinate cose", "La vita è faticosa", "La vita è una fantastica avventura".
E' facile notare quanto alcune credenze generali siano purtroppo abbastanza depotenzianti e facili da abbracciare. Va a finire che diventano dei mantra che continuiamo a ripeterci e che ci buttano ancora più giù quando le diciamo, poi di solito escono prepotentemente quando il momento è già critico è invece avremmo bisogno di una bella sferzata di energia, non di affossarci da soli.
Il terzo tipo di credenze sono le equivalenze complesse, o le regole che ci diamo nella vita. Eccone alcuni esempi: "Se mi parli gridando non mi rispetti", "Non mi fido di chi non mi guarda negli occhi", "Se fai così sei uno stronzo", "Se non mi chiami tutti i giorni non sei un vero amico". Le regole nella vita sono fondamentali, sono gli ingranaggi dentro il motore della felicità, peccato che alcune siano depotenzianti e girano al contrario, ed è facile che una persona con molte regole sia troppo rigida, è anche probabile che sia spesso in contrasto con altre persone. Infatti se si fa attenzione non sono mai le persone che litigano ma le loro regole che vanno in contrastro. Ci vogliono quindi le giuste regole, belle salde ma anche una buona dose di flessibilità.

In un capitolo successivo affronteremo il giusto intervento agli ingranaggi del motore della felicità per eliminare una credenza depotenziante e sostituirla con una bella potenziante.
Per ora è fondamentale continuare a farsi domande sugli argomenti più scottanti della propria vita per individuare le proprie credenze.

Passiamo al secondo tempo che, se per il motore a scoppio è la "compressione" della miscela di carburante, per quanto rigurda il motore della felicità sono i nostri stati d'animo. Essi vengono incrementati da un terzetto che è il vero carburante della nostra vita: mi riferisco al Linguaggio, al Focus e alla Fisiologia.

Quindi, prima fase, credenze/aspirazione, le nostre credenze aspirano in un modo o nell'altro la miscela di carburante della vita e la seconda fase, compressione/stati d'animo, la miscela viene compressa e vengono generati gli stati d'animo che viviamo
Andiamo quindi a vedere in dettaglio i tre componenti esplosivi di questa miscela.

Il linguaggio, cioè come parliamo agli altri ma soprattutto a noi stessi influisce a manetta sui nostri stati d'animo. Abbiamo visto prima una credenza su noi stessi come ad esempio "Io sono timido", quando me la dico dentro alla testa sicuramente proverò delle emozioni, magari un minimo di inadeguatezza. Se invece mi dico "Io sono intelligente" qualche emozione positiva sicuramente scatta dentro di me, mi sentirò un po fiero della mia intelligenza, mi sentirò sicuro di poter affrontare delle difficoltà della vita e di superarle alla grande. Attenzione perchè il linguaggio non è composto solo da parole, anzi le parole sono solo una piccola parte del linguaggio. Esiste la parte paraverbale, cioè i toni di voce, il volume della voce ecc, e anche quando ci parliamo da soli hanno un valore fondamentale. Esiste anche la parte non verbale cioè le nostre espressioni del volto, i nostri gesti e la Fisiologia che vedremo fra poco. Tutto cio influenza e non poco le nostre emozioni e di conseguenza i nostri stati d'animo.
Seconda parte della miscela di carburante è il Focus, cioè ciò su cui la mente si focalizza, si concentra. Ad esempio se vi mettete li e pensate per 10 minuti ad un episodio brutto della vostra vita, che ne so, quando vi ha lasciato la morosa anni fa, o una figuraccia fatta alle elementari, e continuate a pensarci e a pensarci, dopo i 10 minuti che vi ho detto non ne uscirete per niente bene, le vostre emozioni vi condurranno a degli stati d'animo veramente depotenzianti. Se invece vi concentrate su mementi della vostra vita in cui avete raggiunto dei buoni risultati, momenti in cui siete stati felici, in pace con voi stessi, vi siete divertiti ecc. beh quasi immediatamente anche il vostro stato d'animo attuale ne risente in positivo.
Come abbiamo visto nei capitoli precedenti il focus è fondamentale, e lo stesso concetto è applicabile anche sui possibili eventi futuri. Se fra una settimana ho un esame e per tutto il tempo mi faccio i film di come potrebbe andare male, il mio stato d'animo nell'affrontare quell'esame sarà completamente depotenziante. Stessa cosa vale per l'esatto opposto, cioè pensando al fatto che tutto possa andare per il verso giusto, che saprò rispondere a tutte le domande ecc. Risultato? Stado d'animo potenziante. Avrò sempre la carica giusta per studiare e ripassare.
Se date veramente troppa importanza ad un evento come un esame e non riuscite a pensare che vada tutto bene, per "sdrammatizzare" vi consiglio questa breve "meditazione".
Immaginatevi che tutte le persone coinvolte abbiano qualcosa di buffo mentre vi vivete nella mente quell'esperienza futura (o anche passata) ad esempio possono avere tutti il naso rosso da clown, oppure, se sono i vostri professori ad un esame immaginateveli seduti in schiera sul vater e non sulle loro poltrone. Questo potrebbe aiutarvi ad abbassare la tensione nel confronti di quel particolare evento.
Terza componente, come abbiamo visto è la Fisiologia, cioè come si comporta il nostro corpo. Quello che è vero è che il corpo e la mente sono cablati tra loro a doppia mandata. Se la mente è felice, il corpo risponde immediatamente di conseguenza, e lo dimostra con respirazioni più ampie ad esempio, oppure con un volto più rilassat. Difficile che una persona che ha appena raggiunto un ottimo risultato (es giocatore di calcio che fa goal) stia con le spalle basse, le braccia molli lungo al corpo e tutto mogio. Sarà invece scattante, con le braccia alzate, sorriso di gioia ecc. Quello che spesso è sottovalutato è che la cablatura funziona anche al contrario. E' facile provarlo. Se vi mettete seduti con le spalle e la testa giù e le braccia ciondoloni è difficile che vi passino dei bei pensieri per la testa. Vi sentirete preso depressi. E' quindi possibile pilotare i nostri stati d'animo accedendo a quelli più potenzianti mantenendo una corretta fisioligia. Spalle alte, testa alta, restare seduti in modo corretto e bei respiri profondi. Come nell'esercizio semplicissimo di respirazione che vi ho fatto fare all'inizio del corso.

Se vi piace l'argomento Fisiologia e lignuaggio del corpo vi suggerisco di studiarlo in prima persona direttamente osservando per bene gli altri, le loro fasi di felicità e di tristezza. Notate i loro cambiamenti in volto, nel fisico e nella respirazione. Svilupperete preso una buona acutezza sensoriale, che è un ottimo strumento per migliorare la comunicazione con gli altri (e anche con se stessi).

Spero vi sia piaciuto questo intervento, e nella prossima parte analizzeremo le altre due fasi del motore della felicità capendo come tutte siano legate fra loro e conducano ad un ciclo continuo che ci porta avanti o indietro nella nostra vita.

A presto e che la vostra vita sia sempre più felice!